Il Corpo degli Alpini, complesso di truppe scelte dellEsercito
Italiano atte ad operare in ambiente montano, nacque ufficialmente il
15 ottobre 1872 con il R.D. n° 1056, firmato a Napoli da S. M. il Re
Vittorio Emanuele II, come truppa territoriale con reclutamento e sedi
strettamente regionali per presidiare i valichi lungo la frontiera alpina e contrastare
validamente eventuali attacchi dallesterno sì da consentire, in tal modo,
allEsercito di Campagna di mobilitarsi e schierarsi. Lidea non era originale
del tutto, milizie montane, nei cinque secoli precedenti,
avevano partecipato a molte operazioni di guerra contro Imperiali, Savoiardi, Tedeschi,
Francesi ed Austriaci e prima ancora, allepoca di Augusto, erano state costituite
allo stesso scopo la 1^, 2^, 3^ Legio Julia Alpina come unità organiche
in quanto i montanari erano: durum in armis genus. Tuttavia in quegli anni il cap.
di S. M. Giuseppe Perruchetti, linventore degli Alpini, aveva certamente
visto prima e meglio degli altri. Linizio fu in sordina, 15 compagnie distrettuali
permanenti da 120 uomini, cerano grossi problemi di bilancio con previsti tagli alla
spesa pubblica e le prime economie si facevano come sempre sullEsercito, già allora
definito spesa improduttiva.Negli anni a seguire la specialità continuò a
crescere e ad organizzarsi, nel 1882 le originarie 15 Compagnie distrettuali
erano diventate 72 (con le quali si erano costituiti 20 Battaglioni, i cui nomi
diventeranno leggende, riuniti in 6 Reggimenti), affiancate da 8 Batterie di Artiglieria
da montagna, costituenti la I^ e II^ Brigata Artiglieri da Montagna.
 |
 |
Ironia della sorte, questi soldati inventati per un impiego statico e
strettamente difensivo sono stati, quasi sempre, utilizzati in operazioni offensive su
terreni ed ambienti a loro del tutto estranei...!
Nel 1888 gli Alpini, con il I° Battaglione dAfrica, parteciparono alla prima
Campagna dEritrea ma il battesimo del fuoco lo ebbero, tragicamente,
durante la seconda Campagna: ad Adua il 1° Marzo 1896. In quella battaglia, che vide la
sconfitta delle Armi italiane per mano del Negus Menelik, gli Alpini e gli Artiglieri da
Montagna (1300 uomini circa) combatterono con estrema decisione sino allultimo uomo,
pagando il primo di tanti tributi di sangue, per lonore della loro Bandiera ed il
dovere verso la Patria.Per atti di valore compiuti in quella giornata, ai nuovi
soldati, vennero riconosciuti: Medaglie dOro: 4, Medaglie
dArgento: 76, Medaglie di Bronzo: 129, Encomi Solenni: 17. La leggenda
degli Alpini era nata.Nel 1900 una Btr. da Montagna fece parte del contingente italiano
inviato a Pechino, durante la rivolta dei Boxers.Nel 1911 scoppiò la guerra con la
Turchia e gli Alpini (6 Btg. ed II Btr. da Montagna) parteciparono alla Campagna
di Libia e combatterono duramente nel....deserto. Rimpatriarono nellagosto
del 1914.
 |
 |
Nel 1915 lItalia entrò nel Conflitto Mondiale schierando gli Alpini, ormai
diventati Corpo ed esperti di guerra africana, lungo quelle frontiere per la difesa delle
quali erano stati inventati. Combatterono duramente contro avversari tenaci,
leali e determinati, furono protagonisti di azioni incredibili: conquista del
Monte Nero, del Passo della Sentinella, i combattimenti sullAdamello, le Tofane,
Pasubio, lOrtigara, il Grappa e cento altri ancora. Alla fine della guerra,
tra i 400.000 uomini mobilitati nel Corpo degli Alpini le perdite complessive (morti,
feriti e dispersi) ammontavano ad oltre 120.000 unità. Negli anni seguenti il Corpo venne
ridimensionato per le esigenze di pace e riorganizzato in base alle esperienze fatte ed
agli obiettivi futuri.Il 3 ottobre del 1935 lItalia aprì le ostilità con
lEtiopia e, in considerazione del fatto che la principale direttrice dattacco
attraversava una vasta regione aspra e montuosa, fu deciso limpiego delle Truppe da
Montagna.Così 13.100 Alpini, inquadrati nella divisione Pusteria, raggiunsero
il teatro delle operazioni nel febbraio del 1936 entrando subito in azione: conquista
dellAmba Aradam, occupazione dellAmba Alagi, conquista dellAma Uork fino
alla battaglia finale di Maiceu - Ascianghi (31 marzo - 4 aprile), nella quale la
divisione Pusteria sostenne da sola ed infranse lattacco
dellArmata Imperiale, forte di 40.000 uomini, volgendola in rotta. Con questa
vittoria gli Alpini aprirono, al Maresciallo Badoglio, la strada per Addis - Abeba. La
Divisione rimpatriò lanno successivo.Il riposo fu breve, soffiavano venti di guerra
e gli Alpini, nel frattempo riorganizzati in cinque divisioni: Cuneense, Julia, Pusteria,
Taurinese e Tridentina, furono di nuovo allertati nel 1939 con linvio
della Julia in Albania, annessa alla Corona dItalia, in previsionedi un
attacco. Con la partecipazione dellItalia alla 2^ Guerra Mondiale, 10 giugno 1940,
iniziò lultimo atto del dramma che costò agli Alpini (come agli altri) ulteriori e
pesanti tributi di sangue e sofferenze.
Quali truppe scelte ritenute le migliori, gli Alpini furono impiegati su ogni fronte ed in
ogni situazione: Alpi Occidentali, Fronte greco-albanese (dove la Julia si
dissanguò), Fronte jugoslavo, Fronte balcanico, Africa orientale (Cheren, dove fù
distrutto il Btg. Uork Amba), e Fronte russo dove si consumò una tragedia nella
tragedia.Per calcolo politico, nella primavera-estate 1942 era stata affiancata, sul
Fronte russo del medio Don, alle Armate germaniche unArmata italiana di 230.000
uomini della quale faceva parte il Corpo dArmata Alpino composto dalle divisioni:
Cuneense, Julia e Tridentina. Queste Unità, secondo gli accordi, avrebbero dovuto operare
sulle montagne del Caucaso a fianco delle divisioni alpine germaniche, finirono invece
sulla piatta steppa del Don come Divisioni di Fanteria, incuneate fra gli Ungheresi a Nord
e lArmata italiana, una Divisione tedesca ed una rumena a Sud, a combattere un
genere di Guerra per il quale erano completamente prive di mezzi adeguati.Il 19 novembre
1942 lArmata Rossa scatenò loffensiva sul Fronte del Don travolgendo alle
ali, ungheresi, rumeni e le nostre divisioni di fanteria. Le divisioni Julia e
Cuneense cercarono di arrestare e respingere lattacco ma, con un
rapporto di 1:13, riuscirono solo a rallentare la manovra a tenaglia sovietica che,
procedendo in profondità, aggirò alle spalle il Corpo dArmata Alpino chiudendolo
in una enorme sacca. Le due Divisioni si sacrificarono a Novo postojalowka ed allegerirono
la pressione sulla Tridentina, che potè iniziare il ripiegamento: saranno
annientate a Valuiki, ed i pochi superstiti si aggregheranno alla colonna della
Tridentina che avanzava combattendo senza tregua per aprirsi la
strada.Una messa imponente di sbandati di ogni reparto ed esercito, feriti e congelati la
seguiva quale unica speranza di salvezza. Il mattino del 26 gennaio 1943, dopo 9 giorni di
marcia e 25 battaglie di sfondamento e retroguardia, gli Alpini giunsero
allappuntamento con lo scontro finale, definitivo: lo sbarramento di Nikolajewka
(oggi Malenka Aleksandrowka), lultimo catenaccio sovietico sulla strada
della salvezza.Alle 9.30 gli Alpini attaccarono con irruenza e la battaglia si accese
subito violentissima ma lesito rimase a lungo incerto: fino a che il generale
Revèrberi, Comandante della Tridentina, passò allazione guidando personalmente,
dallalto di un carro tedesco, lultimo assalto al grido:
TRIDENTINA, AVANTI! O sfondiamo qui o nessuno torna a casa!.

Lavranno udito, forse, solo alcuni a pochi metri ma tutti i veterani di questa
battaglia giurano di averlo sentito. Allimbrunire, dopo dieci ore di combattimento,
i sovietici abbandonarono il campo fuggendo disordinatamente e lasciando sul terreno
centinaia di morti e feriti. Attraverso il varco aperto uscirono i 13.420 uomini del Corpo
dArma Alpino: erano 61.155 quando avevano lasciato le rive del Don, dieci giorni
prima. Dalla ricostruzione del dopoguerra ai giorni nostri, il Corpo degli Alpini ha
subito molte trasformazioni ed adeguamenti, in funzione del mutar delle situazioni e
dellevolversi delle Dottrine dImpiego. Ora è costituito da tre
brigate: Taurinense, Tridentina e Julia più i Servizi, per un totale di
circa 25.000 unità. Molte cose sono cambiate in questi 126 anni ma,
alcune sono rimaste le stesse: lo Spirito di Corpo (o Spirito
Militare, secondo il Clausewitz), il Senso del Dovere,
dellUmana solidarietà, di Patria e la
Considerazione, di cui hanno sempre goduto e godono tuttora presso gli
Eserciti amici e non, per la quale garantiscono le 309 M. dOro al V.M. e le molte
centinaia dArgento e Bronzo guadagnate sui Campi di tante battaglie, a confermare
lAlto Rango degli Alpini.
|
| I GIORNI
DELLA RIMEMBRANZA |
Domenica 5 novembre, splendida giornata di sole, tra le millenarie mura del complesso
abbaziale di Sesto al Reghena sono state celebrate ufficialmente dall'amministrazione
Comunale la Festa dell'Unità Nazionale (non molti anni fa si chiamava Festa della
Vittoria) e la Giornata delle Forze Armate).
Sono questi i giorni della Rimembranza, della Riflessione nel ricordo dei Caduti, e,
tenacemente, i Cittadini sono sempre là, ogni anno, a ricordare, malgrado l'imperversare
(ormai da tempo...) dell'"Operazione Oblio": vedi Redipuglia edizione 95, quanti
i posti vuoti tra quelli riservati alle cosidette... "Autorità politiche".
In questa circostanza il gruppo ANA di Sesto ha fatto gli onori di casa, curandone
l'organizzazione; dopo la Messa Solenne, officiata dall'Abate Perin, la cerimonia è
continuata con la deposizione delle Corone sul Monumento ai Caduti e con il discorso
commemorativo del Sindaco, sign. Gerolin, che con scarne ed incisive parole ha
efficacemente richiamato tutti al dovere della Memoria ed alla responsabilità di
cittadini.
Un fatto inatteso, quanto gradito, ha caratterizzato la Cerimonia: l'annuncio che gli
alpini Morassut Pietro e Vendrame Giuseppe, ritenuti ufficialmente dispersi in Russia nel
gennaio del 1943 erano invece, secondo le comunicazioni di Onorcaduti, morti di malattia
alcuni mesi dopo in ospedale di Voronez, essendo stati catturati dai sovietici. L'Inno
Nazionale seguito dal Silenzioso, suonati dalla banda cittadina, sono stati gli estremi
onori resi alla memoria dei due soldati ritrovati.
La Sezione era rappresentata dal Vicepresidente Vadori.
Dopo il rinfresco nel salone del Municipio offerto dal Comune a tutti i presenti, le
Celebrazioni sono continuate nella sede del Gruppo per il consueto...Rancio Alpino,
ottimamente preparato e condito con sana e cordiale amicizia.
Al levar della mensa la... luna splendeva alta nel cielo.
|
 |
|
Copyright by Sezione A.N.A. di Padova
Via De Filippesi, 9 - 35100 Padova
 |
|